Per fotografare l’aurora boreale serve soprattutto un viaggio. Dal punto di vista tecnico non sono richieste grandi capacità fotografiche né un’attrezzatura professionale: bastano una fotocamera da usare in manuale, un grandangolo luminoso e un treppiede. La parte difficile è un’altra, perché il fenomeno è imprevedibile e a volte, dopo migliaia di chilometri, il cielo resta coperto.
In questa guida metto insieme quello che ho imparato nelle notti in Islanda, tra la laguna degli iceberg e la spiaggia dei diamanti: come organizzarsi, quali impostazioni usare e come comportarsi quando l’aurora si accende.
Cos’è l’aurora boreale e dove si vede
L’aurora boreale si verifica nella nostra atmosfera ed è legata all’attività solare. Di norma resta confinata in una fascia attorno al polo nord, fra i sessanta e i settanta gradi di latitudine: Islanda, Scandinavia settentrionale, Alaska e Canada. Si muove nel cielo molto rapidamente e cambia forma di continuo. Talvolta si presenta con filamenti quasi scolpiti, altre volte è diffusa e indistinta e copre vaste aree di cielo.
Io sono legato in modo particolare all’Islanda, ma Norvegia, Svezia e Finlandia sono mete altrettanto valide. Hanno vaste aree con poco inquinamento luminoso e, nel periodo giusto, un buon rapporto tra ore di luce e ore di buio.
Quando partire e come organizzare il viaggio
Per vedere l’aurora serve il buio. Puoi scegliere i mesi con tante ore di notte, che aumentano le probabilità ma riducono il tempo per le escursioni di giorno, oppure un periodo più equilibrato, che ti lascia esplorare anche i luoghi da vedere con la luce.
Il consiglio più importante è un altro: organizza il viaggio sperando nell’aurora, ma senza sacrificare le attrazioni diurne. Il fenomeno non è garantito e devi mettere in conto qualche notte di nuvole o di cielo spento. I paesaggi del nord rendono comunque il viaggio indimenticabile, quindi cura con lo stesso impegno l’itinerario di giorno.
Sul posto il meteo conta quanto l’attività dell’aurora. In Islanda le condizioni cambiano così in fretta che spesso si fanno lunghi spostamenti in auto di notte per inseguire le zone senza nuvole. Per le previsioni del cielo islandese un portale utile è quello dell’ufficio meteorologico nazionale, vedur.is. Diverse app mostrano invece in tempo reale l’attività dell’aurora.

L’attrezzatura per fotografare l’aurora boreale
- Una reflex o una mirrorless da usare in modalità manuale, così da gestire tempo, diaframma e ISO sul campo.
- Un grandangolo luminoso, f/2.8 o più aperto: l’angolo di campo ampio ti permette di inquadrare l’aurora in tutta la sua estensione insieme al paesaggio.
- Un treppiede stabile, che non vibri e non ceda mentre l’aurora ti fa correre da una parte all’altra.
- Un telecomando, oppure il ritardo di scatto impostato su qualche secondo, per non muovere la fotocamera quando premi il pulsante.
- Batterie di ricambio, perché il freddo le scarica più in fretta del solito.
- Se puoi, una fascia anticondensa per l’obiettivo.
Nelle mie notti islandesi ho usato una Sony α7 III con il Sony FE 14 mm f/1.4 GM e il 24 mm f/1.4 GM. Non sono obiettivi indispensabili: un buon grandangolo f/2.8 è già sufficiente per portare a casa i primi risultati.
Le impostazioni per fotografare l’aurora boreale
Le impostazioni dipendono da come si presenta l’aurora, che cambia di minuto in minuto. Per questo conviene arrivare con le idee chiare e adattarsi in fretta.
Quando l’aurora è veloce e piena di filamenti
Ti stupirai di quanto rapidamente si muova. Per non impastare i dettagli più fini serve un tempo breve di pochi secondi. La luce la recuperi aprendo il diaframma al massimo. Per gli scatti della laguna degli iceberg che trovi nel mio libro Fotografia astronomica ho usato il 14 mm a f/1.4 con 6 secondi a ISO 1600 e con 4 secondi a ISO 1000. Nei momenti più frenetici si scende anche a 2-3 secondi.
Quando l’aurora è diffusa
Se il fenomeno è ampio e senza dettagli particolari puoi allungare la posa fino a 10-20 secondi, chiudere un po’ il diaframma e contenere gli ISO. Il risultato è più pulito e il paesaggio esce meglio.
Da dove partire e come leggere l’istogramma
Un buon punto di partenza è un tempo intorno ai 10 secondi con il diaframma aperto. Da lì cerchi il valore ISO che dà un istogramma corretto: le luci dell’aurora non devono bruciare e il paesaggio non deve finire tutto nel nero. Ricorda che la quantità di luce la decidono tempo e diaframma. Non serve portare gli ISO a valori estremi se puoi aprire di più o allungare la posa di qualche secondo.


La messa a fuoco
Quasi sempre dovrai mettere a fuoco a mano, sulle stelle o su un oggetto molto lontano. Ingrandisci l’anteprima sullo schermo della fotocamera e regola la ghiera finché le stelle diventano puntiformi. Ricontrolla spesso, perché un urto alla ghiera mentre ti sposti basta a rovinare molti scatti.
È un esercizio che puoi fare già a casa, prima di partire. Se hai provato a fotografare le star trail sai già come si fa.
La composizione
L’aurora da sola stupisce, ma con il paesaggio la foto diventa più viva. Un sopralluogo di giorno nella zona dove pensi di fotografare ti aiuta molto a preparare l’inquadratura notturna, perché al buio tutto diventa più frenetico. La regola dei terzi è un buon punto di partenza: dividi cielo e terreno con proporzioni di un terzo e due terzi invece di mettere l’orizzonte al centro.
Guarda spesso anche sopra la testa. A volte allo zenit si forma la corona boreale, con i raggi che sembrano partire da un unico punto. Non compare sempre e quando arriva va fotografata in fretta, puntando la fotocamera quasi in verticale.

Le previsioni e l’attesa
Anche con il cielo sereno e una buona previsione, l’aurora non ha orari garantiti. A parità di intensità può manifestarsi in modi molto diversi, a occhio nudo e nelle fotografie. Capita di scoprire l’inizio del fenomeno facendo uno scatto di prova quando a occhio non si vede ancora nulla. Altre volte le foto mostrano un’aurora gradevole che dal vivo sembra modesta.
Per questo il consiglio è scattare e sperimentare: le condizioni cambiano rapidamente e conviene fare molti scatti con impostazioni diverse. Non caricarti di troppa pressione la prima notte.

E in Italia?
Succede raramente, ma succede. Il 10 maggio 2024 una delle tempeste geomagnetiche più intense degli ultimi anni ha reso l’aurora visibile anche dall’Italia, insieme a un arco SAR, un bagliore rossastro distinto dall’aurora vera e propria. Quella notte ho fotografato da Maranello una sequenza di 254 scatti da 25 secondi a f/2.8 e ISO 200 con il Sony 12-24 mm. Le immagini sono nella pagina Aurora boreale e SAR in Italia.

Ricordati di guardarla
Nella corsa alla foto perfetta è facile dimenticarsi di vivere il momento. Ogni tanto metti da parte la fotocamera e guarda lo spettacolo con i tuoi occhi: è il ricordo che resta più a lungo.

Trovi le mie fotografie dell’aurora nella galleria Aurora boreale in Islanda e i miei progetti islandesi nella pagina Fotografia in Islanda. Ogni anno organizzo viaggi fotografici in piccolo gruppo, di giorno e di notte: le prossime mete sono nella pagina dei viaggi fotografici. Se vuoi prepararti prima di partire, nelle lezioni individuali lavoriamo sulla tua attrezzatura e sulle impostazioni di scatto.
Domande frequenti
Quali impostazioni usare per fotografare l’aurora boreale?
Parti da circa 10 secondi con il diaframma tutto aperto e cerca gli ISO guardando l’istogramma. Se l’aurora è veloce e piena di filamenti accorcia a pochi secondi, anche 2-3. Se è diffusa puoi arrivare a 10-20 secondi chiudendo un po’ il diaframma e abbassando gli ISO.
Quale obiettivo serve?
Un grandangolo luminoso, f/2.8 o più aperto. L’angolo di campo ampio ti permette di inquadrare tutta l’aurora insieme al paesaggio. L’apertura generosa ti consente tempi brevi quando il fenomeno si muove in fretta.
Si può fotografare l’aurora boreale con lo smartphone?
Un ricordo sì, perché l’aurora è in generale semplice da fotografare. Per immagini di qualità, con i dettagli dei filamenti e il paesaggio ben esposto, servono una fotocamera da usare in manuale, un grandangolo luminoso e un treppiede.


