Nelle lezioni la domanda arriva quasi sempre dopo l’acquisto: l’astroinseguitore è sul tavolo, la scatola è aperta. E adesso? Capire come usare un astroinseguitore non è difficile, ma bisogna fare le cose nell’ordine giusto. Se ne salti una, le stelle restano allungate.
Dal treppiede bastano circa 20-30 secondi di posa perché la rotazione della Terra trasformi le stelle in scie. Con l’astroinseguitore la fotocamera ruota insieme al cielo: puoi arrivare a 2-4 minuti e oltre, chiudere un po’ il diaframma e abbassare gli ISO.

Perché usare un astroinseguitore
È una montatura equatoriale in miniatura con un solo asse motorizzato, quello di ascensione retta (AR). Se quell’asse è parallelo all’asse di rotazione della Terra, cioè puntato verso il polo nord celeste vicino alla stella Polare, la fotocamera segue il moto apparente delle stelle. Tutto il lavoro sul campo serve a ottenere questo parallelismo.
Quasi sempre lo si compra per la Via Lattea. Con pose di qualche minuto alzi il rapporto segnale/rumore già nel singolo scatto, invece di affidarti solo alla somma di tante pose brevi dal treppiede.

Prima di usare un astroinseguitore: le parti da montare
Quasi tutti gli astroinseguitori si montano a strati, sempre nello stesso ordine.
- Il treppiede, da cui sviti la testa a sfera.
- La testa equatoriale, che si avvita al posto della testa a sfera e ha due regolazioni: l’azimut (destra e sinistra, di solito con due viti contrapposte) e l’altezza, con una scala graduata.
- L’astroinseguitore vero e proprio, agganciato sulla testa equatoriale.
- La testa a sfera, rimontata sopra l’astroinseguitore.
- La fotocamera.
La testa a sfera in cima ti permette di inquadrare qualsiasi zona di cielo senza toccare l’allineamento della parte sotto. Al posto della testa equatoriale non usare una seconda testa a sfera: azimut e altezza vanno regolati in modo fine e indipendente. Una testa a sfera non lo permette.
Il treppiede conta più di quanto sembri. Con gli astroinseguitori ho sempre scelto un treppiede più stabile e robusto di quello proposto dal produttore.
Piccoli e grandi: cosa cambia nell’usare un astroinseguitore
I passaggi sono gli stessi per tutti. Cambiano il modo di bilanciare il carico e il peso che puoi metterci sopra. Su questo un consiglio vale per ogni modello: della portata indicata dal produttore usa solo il 50-60%, soprattutto all’inizio.
I piccoli: Omegon MiniTrack e MSM Nomad
Il MiniTrack di Omegon, ideato da Cristian Fattinnanzi, è manuale e funziona senza batterie. Al posto del contrappeso ha una molla che asseconda o frena il movimento per compensare il peso della fotocamera. È leggero e compatto, ideale per i viaggi lunghi, quando il peso del bagaglio ha la priorità.
L’MSM Nomad pesa circa 430 g con la batteria e porta fino a 3,5 kg. Insegue solo alla velocità siderale e ha un unico interruttore (OFF, N, S) per scegliere l’emisfero. MSM indica 50 mm come focale massima per pose da 1-2 minuti. Non ha barre con contrappesi né regolazioni per compensare uno squilibrio: quando superi il carico o la focale che regge, smette semplicemente di essere affidabile.


I grandi: iOptron HST MiniTracker
Se stai valutando un astroinseguitore grande, il mio consiglio è di partire dall’iOptron HST MiniTracker. Al posto della classica vite senza fine con corona dentata usa una trasmissione a ingranaggi armonici (Strain Wave Gear): niente gioco meccanico e una coppia elevata in dimensioni molto ridotte. Pesa circa 790 g con la batteria interna e porta fino a 4 kg. Contrappesi non ne servono.
Nell’uso le differenze si sentono a ogni passaggio. Senza barra e contrappeso il montaggio è più rapido e il bilanciamento si semplifica. Oltre alle velocità classiche ha quella dimezzata (1/2x), utile nel paesaggio notturno quando vuoi una nitidezza accettabile sia sulle stelle sia sul terreno nella stessa posa. Con il movimento rapido dell’asse (Quick Slew) cambi inquadratura senza sbloccare la testa a sfera. La batteria da 3000 mAh dura circa 5 ore a 20 °C e dalla porta USB-C lo alimenti con una comune power bank da 5 V, quindi copri la notte intera anche con il freddo.
Il cannocchiale polare è opzionale, ma nel porta cannocchiale ci sono due fori di mira per un allineamento semplificato, utili se il cannocchiale l’hai dimenticato a casa. Anche la testa equatoriale iOptron è opzionale: è tra le più costose del mercato, ma a livello costruttivo è la più bella che abbia visto. Io l’ho comprata subito.
Il classico: Sky-Watcher Star Adventurer
Lo Star Adventurer è il modello che ho usato per più anni nei miei viaggi e resta uno strumento affidabile. Porta 4,5-5 kg e funziona con 4 stilo AA oppure con una batteria esterna. Per bilanciare però serve una barra con un contrappeso da regolare a ogni montaggio. Il cannocchiale polare integrato non è illuminato: io l’ho sempre illuminato dal davanti con lo schermo del telefono.
Come usare un astroinseguitore in quattro passaggi
Con qualsiasi modello la sequenza sul campo è questa:
- appoggi tutto verso nord, a occhio;
- bilanci il carico con la fotocamera già puntata;
- fai l’allineamento polare;
- scatti, separando il cielo dal terreno.
Il bilanciamento viene prima dell’allineamento polare: se sposti pesi dopo, rischi di perdere l’allineamento appena fatto.
1. Appoggia tutto verso nord
Il primo passo per usare un astroinseguitore non chiede precisione. Monta il setup completo con la fotocamera e appoggia il treppiede con l’astroinseguitore rivolto verso nord, a occhio. Questa prima posizione serve per bilanciare.
Sulla scala graduata dell’altezza imposta già la latitudine del luogo in cui sei: dall’Emilia-Romagna sono circa 44-45 gradi. Così parti vicino alla Polare e dopo ti restano solo le correzioni fini.
2. Bilancia il carico
Una buona distribuzione del peso è la chiave del buon funzionamento di questi strumenti. Gira la fotocamera verso la zona di cielo che vuoi fotografare e bilancia in quella posizione, non con la fotocamera a riposo. Sullo Star Adventurer sposti il contrappeso lungo la barra, sul MiniTrack regoli la molla. Con l’HST non c’è nessun contrappeso da spostare e questo passaggio si accorcia.
Cerca un punto di equilibrio che regga anche la corsa che l’astroinseguitore farà nei minuti successivi. Se prepari una panoramica, bilancia sulla porzione centrale dell’intera serie di scatti.
Quanto conti il bilanciamento l’ho visto con il Nomad, in una prova fatta apposta per metterlo in difficoltà: ottica da 50 mm, fotocamera fissata tutta di lato e una doppia piastra Arca-Swiss a peggiorare le cose. Con pose da 2 minuti le stelle erano allungate. Scendendo a 60 secondi, una serie di 136 scatti, più di due ore, è venuta perfettamente inseguita. Se il carico è sbilanciato e non puoi fare altro, accorcia le pose.

3. Fai l’allineamento polare
Adesso serve precisione. Con le due regolazioni della testa equatoriale porti l’asse dell’astroinseguitore verso il polo nord celeste. Se non hai mai cercato la Polare, il metodo con il Grande Carro e Cassiopea lo trovi nell’articolo su come trovare la stella Polare.
Con il cannocchiale polare
Dentro il cannocchiale polare c’è un disegno che ti dice dove mettere la Polare. Quello più recente, valido dal 2012 al 2032, somiglia a un orologio. La circonferenza giusta dipende dall’anno e te la indica una legenda nel disegno, mentre l’ora la ricavi da un’app come Polar Clock.
Prima di regolare, ruota il disegno con lo zero in alto e il sei in basso: leggi molto meglio la posizione. Sui modelli con il cannocchiale separato lo giri a mano. Sullo Star Adventurer sblocchi l’asse AR e, muovendolo, ruota anche il disegno.
Con il laser, quando hai fretta
Con i grandangoli a volte uso un puntatore laser verde appoggiato all’ingresso del cannocchiale polare: regolo azimut e altezza finché il fascio si sovrappone alla Polare. È meno preciso, perché punta la stella e non il polo nord celeste. Sotto 0 °C molti laser verdi smettono di funzionare. Se il laser ti confonde o non ti dà stelle puntiformi, lascialo perdere: il cannocchiale resta il metodo più affidabile.
Una volta allineato, il treppiede non si tocca più. Da qui in avanti l’inquadratura la cambi solo con la testa a sfera. Sull’HST, se il cannocchiale polare non l’hai portato, i due fori di mira nel porta cannocchiale ti permettono un allineamento rapido sulla Polare.
4. Scatta: cielo e terreno separati
Apri la testa a sfera, punta la zona di cielo, ricontrolla il bilanciamento e accendi l’inseguimento. Con l’HST il movimento rapido dell’asse ti aiuta a centrare la zona di cielo senza allentare la testa a sfera. Metti a fuoco in manuale in live view su una stella luminosa, spegni lo stabilizzatore e scatta con un telecomando esterno, così non tocchi la fotocamera. Tieni a portata di mano batterie di riserva o una power bank: l’HST si alimenta direttamente dalla porta USB-C.
Per le prime prove imposta ISO tra 400 e 800 e pose intorno ai 2 minuti. L’astroinseguitore ne regge anche di più lunghe, ma all’inizio conviene un compromesso che non complichi le cose. Il tempo in più ti permette anche di chiudere a f/4 o f/5 e ridurre deformazione ottica e aberrazione cromatica, i difetti che si vedono di più sulle stelle ai bordi.
Perché servono due scatti
Al primo scatto noterai che adesso è il terreno a essere mosso. Usare un astroinseguitore cambia il modo di costruire un paesaggio notturno, perché servono sempre almeno due immagini: una del cielo con l’inseguimento acceso e una del terreno con l’inseguimento spento. Per il terreno servono tempi più lunghi, spesso il doppio. Con l’HST hai anche una via di mezzo: alla velocità 1/2x stelle e terreno restano accettabili nella stessa posa, con esposizioni medie. Ai cipressi di San Quirico d’Orcia, con lo Star Adventurer, ho fatto il cielo con 120 secondi a f/4 e ISO 800 e il terreno con 240 secondi a f/7.1, sempre a ISO 800.


Puoi anche sommare più pose del cielo con lo stacking. Tra 3 e 6 immagini bastano per vedere un miglioramento senza complicare il montaggio con il terreno. In queste sequenze disattiva la riduzione del rumore sulle lunghe esposizioni della fotocamera, che allunga la pausa tra uno scatto e l’altro.
Usare un astroinseguitore con focali più lunghe
Usare un astroinseguitore non vuol dire fotografare solo la Via Lattea. Con obiettivi tra 90 e 200 mm ti avvicina a un deep sky convincente: non è quello di un setup dedicato al profondo cielo, ma costa molto meno. Più stringi il campo, più allineamento e bilanciamento devono essere precisi e più le pose si accorciano.
Con gli astroinseguitori raramente supero i 150 mm. A 90 mm lavoro con pose da 60 secondi e recupero il segnale con lo stacking.




È qui che arrivano le domande più difficili: perché le stelle sono allungate solo in alcuni scatti e quanto devi accorciare le pose con la tua focale. Sono le cose che guardiamo insieme sulle tue fotografie nelle lezioni individuali online. Se preferisci imparare sotto il cielo con lo strumento in mano, ci sono i workshop sul campo.
Domande frequenti
Quanto ci vuole per imparare a usare un astroinseguitore?
Le prime volte ci vuole pazienza. Dopo qualche prova pratica diventa una fase normale che si fa in una manciata di minuti.
Serve per forza il cannocchiale polare?
Con i grandangoli può bastare un laser verde, oppure i fori di mira di modelli come l’iOptron HST. Quando allunghi la focale, il cannocchiale polare fa la differenza.
Quale astroinseguitore scegliere per iniziare?
Se viaggi leggerissimo e fotografi soprattutto la Via Lattea, l’MSM Nomad. Se vuoi uno strumento che ti segua anche verso Luna e deep sky, oggi ti consiglio l’iOptron HST MiniTracker: 4 kg di portata in circa 790 g, senza contrappeso. Pregi e limiti degli altri modelli che ho usato li trovi nel mio confronto tra Star Adventurer, MiniTrack e Nomad.
E quindi?
Come usare un astroinseguitore, in pratica: appoggi tutto verso nord, bilanci con la fotocamera già puntata, allinei al polo e scatti cielo e terreno separati. Inizia con un grandangolo e pose da 2 minuti, usa la portata al 50-60% e allunga la focale solo quando l’allineamento polare ti viene senza pensarci. Se devi ancora comprarlo e vuoi un modello grande, parti dall’HST.


