Eclissi solare 2027: dove vederla e come fotografarla

Luca Fornaciari
Luca Fornaciari Fotografo professionista e formatore
Luca Fornaciari fotografia astrofotografia lezioni corsi tutorial Eclissi Solare Totale 8 aprile 2024

Il 2 agosto 2027 la Luna coprirà del tutto il Sole lungo una striscia larga circa 258 km, che dall’Atlantico attraversa il sud della Spagna e il Nord Africa fino all’Arabia Saudita e allo Yemen. L’eclissi solare 2027 è la totale più lunga fino al 2114: nella zona migliore, in Egitto, il Sole resta nascosto per 6 minuti e 23 secondi. Dall’Italia si vede solo parziale, quindi per la totalità bisogna partire.

L’8 aprile 2024 ero in Arkansas per la totale americana, dopo aver cambiato stato all’ultimo momento per scappare dalle nuvole. Ho avuto poco più di tre minuti di totalità e li ho visti passare in un attimo. Qui trovi dove vedere quella del 2027 e come fotografarla, con le impostazioni che ho usato sul campo.

Sequenza delle fasi di un'eclissi solare totale con l'anello di diamante, come sarà l'eclissi solare 2027
La sequenza dell’eclissi totale dell’8 aprile 2024 in Arkansas, con l’anello di diamante.

Eclissi solare 2027: dove si vede la totalità

L’ombra della Luna tocca prima la Spagna, a metà mattina. Secondo l’Instituto Geográfico Nacional spagnolo, a Cadice la totalità inizia alle 10:45 e dura 2 minuti e 54 secondi, a Málaga appena 1 minuto e 48 secondi. Per avere più tempo bisogna scendere verso lo Stretto di Gibilterra: a Tarifa si arriva a circa 4 minuti e 40 secondi, a Ceuta a 4 minuti e 48 secondi. In Andalusia il Sole sarà a circa 38 gradi sull’orizzonte, abbastanza basso da poterlo inquadrare con un paesaggio usando focali medie.

Poi l’ombra attraversa Marocco, Algeria, Tunisia e Libia e la totalità si allunga. Il massimo arriva in Egitto alle 10:07 UTC, le 12:07 in Italia, nel Governatorato del Mar Rosso. Lungo la costa, a Marsa Alam, la totalità supera i 6 minuti e a Luxor inizia alle 13:02 ora locale. Qui il Sole è a più di 80 gradi, praticamente sopra la testa: niente paesaggio nei primi piani, ma tutto il tempo per lavorare con calma.

Spagna o Egitto? La Spagna è vicina e permette il Sole eclissato sopra un orizzonte, con meno tempo a disposizione. L’Egitto chiede un viaggio più lungo e un caldo forte, ma regala più di 6 minuti di totalità. Per questo il viaggio che organizzo per l’eclissi solare 2027 è a Marsa Alam.

Eclissi solare 2027 dall’Italia: cosa si vede

Dall’Italia l’eclissi solare 2027 è parziale e cade in tarda mattinata: inizia verso le 10:00 e il massimo arriva tra le 11:06 di Torino e le 11:22 di Lecce. La parte di Sole coperta dalla Luna cresce scendendo verso sud:

  1. Milano 62% circa, Bologna 65%, Torino 64%;
  2. Roma 74,5%, Napoli 77%, Bari 74%;
  3. Palermo 89,5%, Catania 90,5%, Siracusa 92%;
  4. Lampedusa 99,8%, a un passo dalla totalità.

Anche al 99% il cielo non diventa notte e la corona non compare: per quella serve la totalità. Durante tutta la fase parziale servono occhiali per eclissi certificati secondo la norma ISO 12312-2 e un filtro solare davanti all’obiettivo. Senza filtro il Sole non si guarda mai, né a occhio nudo né attraverso un mirino ottico o un binocolo.

Eclissi parziale di Sole tra le nuvole fotografata dall'Italia il 25 ottobre 2022
L’eclissi parziale del 25 ottobre 2022 dall’Italia, tra le nuvole.
Sole parzialmente eclissato dalla Luna tra le nuvole, eclissi parziale del 25 ottobre 2022
Un altro momento della stessa eclissi parziale.

Come fotografare l’eclissi solare 2027: l’attrezzatura

Non servono telescopi. In Arkansas avevo tre corpi macchina con tre focali (600, 200 e 20 mm) e nessuno strumento astronomico a parte alcuni astroinseguitori. Le due focali lunghe erano montate sugli astroinseguitori e comandate con telecomandi remoti, il grandangolo riprendeva l’ambiente.

Per il primo piano su corona e protuberanze va bene un teleobiettivo tra 400 e 600 mm su pieno formato. Secondo la guida all’esposizione di Fred Espenak, il riferimento mondiale per la fotografia delle eclissi, per contenere tutta la corona non si va oltre circa 1500 mm; su APS-C la focale va divisa per 1,5. Il grandangolo serve per il cielo che si scurisce e per i colori del crepuscolo che compaiono tutto intorno all’orizzonte.

Il filtro solare

Durante le fasi parziali il filtro è obbligatorio. Il mio consiglio è un foglio di AstroSolar con densità 5.0, trasformato in un filtro a cappello da infilare sul paraluce. All’inizio della totalità si toglie in un istante senza toccare la ghiera della messa a fuoco, che è la cosa più delicata da proteggere. I filtri da avvitare sono più lenti da rimuovere. Mai usare un normale filtro ND: non blocca infrarosso e ultravioletto e mette a rischio il sensore e gli occhi.

Astroinseguitore o treppiede fisso

A focale lunga il Sole si sposta in fretta: con la mia Sony α7 III a 400 mm il mosso supera un pixel già con pose di 1/5 di secondo. In totalità la parte media della corona chiede pose di uno o più secondi a ISO bassi, quindi per il primo piano l’astroinseguitore fa la differenza. Con il Sole quasi allo zenit in Egitto e nessun orizzonte nell’inquadratura, è la scelta naturale. In Spagna, se vuoi il paesaggio, conviene il treppiede fisso con ISO più alti per tenere i tempi corti: il mosso su una corona morbida quasi non si vede, sul profilo di un edificio sì.

Il telecomando è obbligatorio in tutti e due i casi. Va imparato a usare a casa, perché durante la totalità la fotocamera non si tocca.

Le impostazioni, dalla fase parziale all’anello di diamante

Prima di tutto la messa a fuoco: manuale, sul bordo del Sole con il filtro montato, in live view ingrandito al massimo. Poi blocchi la ghiera con un pezzo di nastro e non la tocchi più. Autofocus e stabilizzazione spenti, file RAW.

Nella fase parziale, con il filtro montato, la luminosità del disco resta costante e l’esposizione non cambia. In Arkansas scattavo a f/7.1 e ISO 100, con tempi tra 1/2000 e 1/1250, una fotografia ogni minuto o due.

Il filtro si toglie solo quando l’ultimo falcetto sta per sparire. In quei secondi compaiono le perle di Baily e l’anello di diamante, che sono luce piena: io ho chiuso il diaframma fino a f/36 a 600 mm con 1/8000 di secondo. Il diaframma chiuso regala anche la stella di diffrazione. Il filtro torna al suo posto appena ricompare il primo lembo di Sole.

Anello di diamante all'inizio della totalità dell'eclissi solare dell'8 aprile 2024
L’anello di diamante all’inizio della totalità, 8 aprile 2024.
Anello di diamante alla fine della totalità, da fotografare anche all'eclissi solare 2027
L’anello di diamante alla fine della totalità.

La totalità e il bracketing

La corona ha una gamma dinamica dell’ordine di un milione a uno: nessuno scatto singolo la contiene. Per questo si fa bracketing. In Arkansas usavo sequenze da 9 scatti a passi di 1 EV (da -4 a +4) e per la corona esterna sono arrivato a 13 scatti da -6 a +6. I tempi andavano da 1/8000 a 15 secondi, sempre a ISO 100.

A metà totalità sono passato a sequenze compatte da 5 scatti a passi di 3 EV, molto più rapide da ripetere. Se hai meno di due minuti, come a Málaga, sono loro il modello da seguire. Con oltre sei minuti in Egitto hai tempo per più sequenze e anche per alzare lo sguardo: durante la totalità il Sole si guarda a occhio nudo senza rischi, ed è la parte che ricorderai di più.

Protuberanze solari e anello di diamante durante l'eclissi totale dell'8 aprile 2024
Protuberanze e anello di diamante dell’eclissi totale del 2024, ritagliati dagli scatti a 600 mm.

Cosa ho imparato in Arkansas

Rileggendo i file del 2024 ho trovato un buco di circa 80 secondi tra l’ultimo scatto con il filtro e il primo senza: il tempo di toglierlo e cambiare impostazioni. Con poco più di tre minuti me lo sono potuto permettere. All’eclissi solare 2027, a Málaga, sarebbe quasi tutta la totalità. È il motivo per cui oggi consiglio il filtro a cappello e le prove a casa, ripetendo la sequenza finché le mani non la fanno da sole.

L’altra lezione riguarda il meteo. Avevamo scelto il Texas per le statistiche sulle nuvole, ma il meteo ci ha costretti a cambiare stato e alla fine abbiamo fotografato dall’Arkansas. Il punto perfetto sulla mappa non esiste: serve un’auto, un piano B e la voglia di spostarsi all’ultimo momento.

Protuberanze solari rosse sul bordo della Luna alla fine della totalità
Le protuberanze alla fine della totalità dell’8 aprile 2024.

Lo sviluppo: come nasce l’immagine della corona

Le fotografie delle fasi parziali e degli anelli di diamante chiedono pochissimo sviluppo: io uso Lightroom e Camera Raw per i RAW. La corona invece nasce in Photoshop. Si allineano le sequenze (la Luna si sposta rispetto al Sole tra un fotogramma e l’altro) e si fondono in HDR. Poi si attenua la caduta di luminosità della corona allontanandosi dal bordo, ed è lì che compaiono i pennacchi. Nel mio HDR del 2024 ho scelto di lasciare i dettagli lunari appena percepibili, perché era quella l’emozione che volevo raccontare.

Preparare la sequenza di scatti con la tua fotocamera e le tue focali è il lavoro che conviene fare con mesi di anticipo: lo possiamo costruire insieme nelle lezioni individuali online. Il viaggio di gruppo a Marsa Alam, dal 31 luglio al 7 agosto 2027, è al completo, ma tra i viaggi fotografici trovi come entrare in lista d’attesa. Le fotografie complete della totale del 2024 sono nella pagina dedicata all’eclissi solare totale dell’8 aprile 2024.

Domande frequenti

L’eclissi solare 2027 si vede dall’Italia?

Sì, ma solo parziale, il 2 agosto 2027 in tarda mattinata: dal 57% circa del Nord-Est al 99,8% di Lampedusa, con il massimo tra le 11:06 e le 11:22. La totalità si vede dal sud della Spagna, dal Nord Africa e dal Medio Oriente.

Quanto dura la totalità dell’eclissi solare 2027?

Al massimo 6 minuti e 23 secondi, in Egitto. In Spagna molto meno: circa 4 minuti e 40 secondi a Tarifa, 2 minuti e 54 secondi a Cadice, 1 minuto e 48 secondi a Málaga.

Si può guardare l’eclissi senza occhiali?

Solo durante la totalità, quando il Sole è coperto del tutto. In tutte le fasi parziali, anche con il 99% di Sole coperto, servono occhiali certificati ISO 12312-2.

Serve un telescopio per fotografare l’eclissi?

No. Bastano una fotocamera con un teleobiettivo, un filtro solare, un treppiede stabile e un telecomando. L’astroinseguitore aiuta nei primi piani a focale lunga.

Luca Fornaciari

Luca Fornaciari

Sono un fotografo professionista, specializzato per passione nella fotografia notturna e nell'astrofotografia. Lavoro come fotografo, ma soprattutto come formatore: ti insegno a fotografare le stelle con corsi, lezioni online, workshop sul campo e viaggi fotografici.

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