Astrofotografia: come iniziare nel 2026

Luca Fornaciari
Luca Fornaciari Fotografo professionista e formatore
Via Lattea Wadi Rum Giordania fotografia Partecipa a video e podcast di Astrofotografia

Nelle lezioni e nei commenti sul canale la domanda più frequente è sempre la stessa: come iniziare a fare astrofotografia senza spendere una fortuna e senza perdersi tra strumenti e parole tecniche. Nel 2026 la risposta è più semplice di qualche anno fa. Le barriere che tengono lontane tante persone, prima di tutto il costo e la complessità, sono in buona parte nella nostra testa: i primi passi li puoi fare con quello che probabilmente hai già in casa.

Via Lattea estiva con il centro galattico sopra alberi secchi, il primo soggetto per iniziare in astrofotografia
La Via Lattea estiva, con il centro galattico.

Astrofotografia nel 2026: perché oggi è più facile iniziare

Dieci anni fa, per un’immagine decente della nebulosa di Orione, servivano una montatura equatoriale con un telescopio adatto alla fotografia. E parecchi tentativi. Oggi uno smart telescope gestito da un’app ti dà in pochi minuti una buona immagine della stessa nebulosa, anche se non equivalente a quella di un setup tradizionale, molto più costoso e difficile da usare. I software con l’intelligenza artificiale gestiscono stelle e rumore in pochi secondi e gli osservatori remoti permettono di fotografare galassie anche a chi vive in città.

La soglia d’ingresso si è abbassata. Quella della qualità no: chi vuole fare belle fotografie deve metterci lo stesso impegno di prima. La conoscenza del cielo, la cura e l’esercizio restano quello che fa la differenza.

Come iniziare con l’astrofotografia: il percorso passo passo

Il percorso che ti propongo è quello del mio primo libro, Fotografia astronomica. Ogni tappa ti insegna qualcosa che userai in quella dopo:

  1. la Via Lattea con fotocamera e treppiede, la più accessibile in assoluto;
  2. l’astroinseguitore, per la Via Lattea e per le prime focali lunghe, fino ai limiti di quello che regge;
  3. il primo telescopio per il deep sky, fino al setup completo con autoguida e focheggiatore elettronico;
  4. la Luna e i pianeti, dal teleobiettivo al telescopio per l’imaging planetario;
  5. lo smart telescope, la strada più economica e semplice, tutta automatica.

1. La Via Lattea dal treppiede

Se hai una reflex o una mirrorless con la modalità manuale, qualunque marca e modello, sei già a posto. Aggiungi un grandangolo possibilmente luminoso: f/2.8 è già molto buono, f/2 o f/1.8 ancora meglio, con focali tra 14 e 35 mm su full frame e un po’ più corte su APS-C o micro 4/3. Poi un treppiede stabile: non serve un modello professionale, ma uno che non vibri al minimo tocco. Con un centinaio di euro o meno trovi già qualcosa di adatto.

Quello che nessuna attrezzatura sostituisce è il cielo. La Via Lattea non si fotografa dalla città, né dalla periferia e spesso nemmeno dai piccoli centri: serve un posto dove la vedi a occhio nudo. Per trovarlo uso la mappa dell’inquinamento luminoso di lightpollutionmap.info. Dall’Italia la Via Lattea estiva, con il centro galattico, si fotografa da aprile a settembre, con il culmine a luglio e agosto. Se la vuoi a orari comodi, aspetta giugno.

Sul campo metti a fuoco a mano in live view, ingrandendo al massimo su una stella luminosa fino a renderla il punto più piccolo possibile. Diaframma tutto aperto, ISO tra 800 e 1600 e tempo di posa calcolato con la regola NPF, verificando sempre l’istogramma. Porta una torcia frontale a luce rossa: l’occhio impiega 20-30 minuti ad adattarsi al buio e una luce bianca lo azzera.

Quando hai preso confidenza, scatta una sequenza di 10-20 fotografie identiche e sommale con un software gratuito come Siril o Deep Sky Stacker: rumore più basso e più dettaglio. Per il paesaggio fai uno scatto separato, più lungo. Trovi tutta la procedura nell’articolo sulla Via Lattea dal treppiede.

Via Lattea sulla lavanda con le lucciole, il primo soggetto per iniziare in astrofotografia
La Via Lattea sulla lavanda, con le scie delle lucciole.
Via Lattea al Grand Canyon, un soggetto per iniziare con l'astrofotografia dal treppiede
La Via Lattea al Grand Canyon. Sony α7 III, Sony FE 24 mm f/1.4 GM, due pose.

2. L’astroinseguitore: Via Lattea e lunghe focali

L’astroinseguitore ruota la fotocamera insieme al cielo e ti permette pose di qualche minuto con stelle puntiformi. Con la Via Lattea fai il cielo inseguito in più pose da sommare e il terreno in uno scatto a parte con l’inseguimento fermo: chiudi un po’ il diaframma, abbassi gli ISO e ottieni un cielo molto più pulito che dal treppiede. Con una fotocamera già in casa, in genere la spesa aggiuntiva resta sotto i 500 euro.

Serve imparare l’allineamento polare e il bilanciamento, che le prime volte spaventano e dopo qualche uscita diventano una routine di pochi minuti. Ho scritto una guida passo passo su come usare un astroinseguitore. Se stai valutando un modello grande, il mio consiglio è di partire dall’iOptron HST MiniTracker: porta fino a 4 kg in circa 790 g e non ha bisogno di contrappesi.

Via Lattea sui cipressi di San Quirico d'Orcia fotografata con un astroinseguitore
La Via Lattea ai cipressi di San Quirico d’Orcia con l’astroinseguitore MSM Nomad e un 20 mm.
Orione a 90 mm con astroinseguitore, il secondo passo per iniziare in astrofotografia
Sotto le luci di Orione: Sony α7 III modificata, Sony 90 mm f/2.8, MiniTrack LX4, 23 pose da 60 secondi.

Lunghe focali e limiti dell’astroinseguitore

Poi arriva la parte che preferisco: allungare la focale. Con un obiettivo tra 90 e 130 mm e sequenze di pose da almeno 60 secondi entri nel deep sky, prima con un albero o una collina nell’inquadratura, poi solo con il cielo: la Grande nebulosa di Orione, il Cigno, la galassia di Andromeda. Più stringi il campo, più bilanciamento e allineamento polare devono essere precisi e più le pose si accorciano.

Il limite lo decidono la portata e la precisione dell’astroinseguitore. Quando, anche con tutto fatto bene, le stelle restano allungate o devi accorciare le pose al punto da non raccogliere più segnale, sei arrivato in fondo a questa strada. E stai per comprare una montatura vera.

Nebulose Rosetta e Albero di Natale fotografate a grande campo con astroinseguitore
Le nebulose Rosetta e Albero di Natale a grande campo, con l’astroinseguitore.

3. Il primo telescopio per il deep sky

Il deep sky con il telescopio richiede pose lunghe per sessioni di diverse ore, quindi una montatura equatoriale motorizzata e dimensionata bene sul carico: anche la migliore ottica, su una montatura che non insegue con precisione, non serve a niente. Per il telescopio scegli uno strumento luminoso, tra f/4 e f/6. Per contenere spese e difficoltà parti da una focale tra 300 e 600 mm, che ti permette anche una montatura più economica.

Il mio primo setup è stato un riflettore newtoniano 200/1000 f/5 con il correttore di coma, su una Sky-Watcher HEQ5, con una reflex presa in prestito da mio padre. Il giorno stesso ho fatto la prima messa al polo e la prima posa sulla Grande nebulosa di Orione.

Il setup completo: autoguida e focheggiatore elettronico

Da lì il setup cresce un pezzo alla volta. La camera astronomica raffreddata prende il posto della fotocamera. L’autoguida, un piccolo telescopio montato in parallelo con una camera di guida e un software come PHD2, corregge la montatura prima che le stelle si allunghino. Il focheggiatore elettronico mette a fuoco da solo e rifocheggia durante la notte, la ruota portafiltri cambia i filtri a banda larga o a banda stretta. Con N.I.N.A. o un ASIAIR gestisci tutto: messa al polo, puntamento con il plate solving, sequenza di scatti. Poi ci sono gli scatti di calibrazione, dark, flat, dark flat e bias, che non si saltano mai.

Automatizzare il setup non toglie gusto all’astrofotografia. Con una postazione fissa da casa il telescopio va avanti da solo e riesci a far stare questa passione insieme a lavoro e famiglia.

Due setup per astrofotografia deep sky con telescopio su montatura equatoriale
Due setup per astrofotografia su montatura equatoriale, pronti per la notte.
Galassia di Andromeda M 31 fotografata con un telescopio newtoniano
La galassia di Andromeda (M 31) in LRGB con Sky-Watcher 300 f/4, ZWO ASI 294MM e Optolong L-Pro.
Nebulosa Testa di Cavallo IC 434 fotografata con il telescopio
La nebulosa Testa di Cavallo (IC 434).

4. La Luna e i pianeti: dal teleobiettivo al telescopio

Per la Luna riprendi il treppiede e l’obiettivo più lungo che hai. Con Stellarium scegli la fase e l’orario: la Luna piena è di grande effetto accanto al paesaggio, mentre per i crateri sono meglio le fasi vicine al primo e all’ultimo quarto, quando la luce radente mette in rilievo la superficie. Ti consiglio di partire da circa 1/125 di secondo, diaframma tra f/5.6 e f/11 e ISO bassi, poi controlla ingrandendo che la Luna sia ferma e nitida. Non farti ingannare dall’istogramma: con tanto cielo nero sembra sempre sottoesposto.

Luna piena che sorge tra le colline di Torre Maina, un soggetto per iniziare in astrofotografia con il teleobiettivo
La Luna piena sorge tra le colline di Torre Maina.
Luna minerale con i colori della superficie lunare
La Luna minerale: la saturazione fa emergere i colori della superficie.

I pianeti e l’imaging planetario

Con un teleobiettivo separi già le quattro lune di Giove, i satelliti medicei scoperti da Galileo. Per vedere i dettagli dei pianeti però serve il telescopio. E qui la tecnica cambia del tutto: focali lunghissime con la lente di Barlow, una camera planetaria, video di migliaia di fotogrammi e la selezione dei migliori con AutoStakkert!. È la lucky imaging, che ti fa sfruttare gli attimi di calma dell’atmosfera. Contano il seeing, l’acclimatamento del telescopio e la collimazione più del prezzo dello strumento: Maksutov e rifrattori per iniziare, Schmidt-Cassegrain e newtoniani per alzare il livello.

Marte, Giove e Saturno fotografati al telescopio con la tecnica dell'imaging planetario
Marte, Giove e Saturno al telescopio.

5. Lo smart telescope

Uno smart telescope fa da solo quasi tutto: riconosce il cielo e si orienta in meno di un minuto, punta il soggetto che scegli dall’app sul telefono, mette a fuoco e somma le pose in diretta. In una serata ti restituisce un’immagine di una nebulosa o di una galassia senza nessuna competenza tecnica né astronomica. È la soluzione più economica e semplice per goderti il cielo in fotografia, anche in compagnia. Ne uso diversi agli eventi con il pubblico e ne ho provati parecchi, dai Seestar di ZWO ai DWARF.

I limiti ci sono e vanno detti: aperture di 30-50 mm e un soffitto di qualità più basso del deep sky tradizionale. Il passo che fa la differenza è salvare i file grezzi (FITS) ed elaborarli con Siril o PixInsight invece di fermarti all’immagine dell’app. Se ti interessa questa strada, parti dalla mia recensione dello Seestar S50 Pro.

Luca Fornaciari con uno smart telescope per iniziare con l'astrofotografia
Uno smart telescope tra le mani: l’app sul telefono fa quasi tutto il lavoro.
Orione e la nebulosa Testa di Cavallo fotografate con lo smart telescope Seestar S30 Pro
Orione e la Testa di Cavallo con lo smart telescope Seestar S30 Pro.
Nebulosa Velo con lo smart telescope Seestar S50, un modo semplice per iniziare in astrofotografia
La nebulosa Velo con lo Seestar S50.

Cosa serve per iniziare in astrofotografia, qualunque strada scegli

Prima di tutto serve il cielo buio, che conta più di qualsiasi accessorio. Per pianificare bastano Stellarium o Telescopius: sai prima dove sarà il soggetto e se ci sta nell’inquadratura. E all’inizio il software gratuito basta: Siril e Deep Sky Stacker per lo stacking, GraXpert per pulire il master light. Al software a pagamento penserai quando ne sentirai l’esigenza.

Poi c’è la pazienza. L’astrofotografia ti obbliga ad aspettare la stagione giusta e la notte serena. E si impara soprattutto dagli errori.

Scegliere la strada giusta dipende da cosa vuoi fotografare, da quanto viaggi e da quanto vuoi spendere. Se vuoi un percorso costruito su di te, lo facciamo insieme nelle lezioni individuali online. Se preferisci imparare sotto un cielo buio con qualcuno accanto, ci sono i workshop e gli eventi sul campo.

Domande frequenti

Quanto costa iniziare con l’astrofotografia?

Se hai già una fotocamera con un grandangolo, per la Via Lattea ti serve solo un treppiede stabile. Con un astroinseguitore la spesa aggiuntiva resta in genere sotto i 500 euro; gli smart telescope partono da qualche centinaio di euro.

Serve un telescopio per iniziare in astrofotografia?

No. Fotocamera e treppiede bastano per la Via Lattea, un teleobiettivo per la Luna. Il telescopio arriva dopo l’astroinseguitore, quando vuoi nebulose e galassie a focali lunghe o i dettagli dei pianeti.

Serve una fotocamera modificata?

Per iniziare no. Una fotocamera non modificata taglia gran parte della luce H-alpha, quindi le nebulose rosse escono meno ricche, ma la Via Lattea e i soggetti più luminosi danno già buoni risultati.

Meglio un astroinseguitore o uno smart telescope?

L’astroinseguitore ti insegna la tecnica e usa la tua fotocamera, anche per il paesaggio notturno. Lo smart telescope è più immediato per nebulose e galassie, ma ha un limite di qualità più basso. Dipende da cosa vuoi fotografare.

Si può fare astrofotografia dalla città?

La Via Lattea no, serve un cielo buio. Luna, pianeti e i soggetti più luminosi invece si fotografano anche da casa. Gli smart telescope con filtri dedicati danno qualche risultato anche sotto un cielo inquinato.

Luca Fornaciari

Luca Fornaciari

Sono un fotografo professionista, specializzato per passione nella fotografia notturna e nell'astrofotografia. Lavoro come fotografo, ma soprattutto come formatore: ti insegno a fotografare le stelle con corsi, lezioni online, workshop sul campo e viaggi fotografici.

Continua il viaggio sotto le stelle

Sconti riservati su corsi, lezioni e workshop, anteprime degli eventi e dei prossimi viaggi fotografici.

Iscriviti alla newsletter
Don`t copy text!

vuoi restare sempre aggiornato sulle novità?

Per lezioni, corsi, eventi e collaborazioni scrivi a: